lunedì, 30 ottobre 2006

Dopo qualche ora di autobus arriviamo alla stazione termale di Beppu, questa e' una citta' molto estesa e le zone termali sono sparse qua' e la' sul territorio. Qui esistono sorgenti termali di due tipi: i "jigoku", o inferni, nei quali la temperatura dell'acqua raggiunge gradi elevatissimi ed e' impossibile immergervisi e gli onsen per i trattamenti termali. Beppu e' una vera e propria citta' turistica, piena di alberghi, pachinko e luci al neon; ma quello che ci ha colpito e' che, se la guardi attentamente, ti accorgi che non e' affatto moderna, nel senso che i vari locali, come anche l'albergo in cui abbiamo soggiornato, sono edifici piuttosto vecchi e con un arredamento di almeno 50 anni fa! Prima di rilassarci con i bagni termali, ci siamo concessi un tour dei vari "jigoku", appunto i cosidetti inferni, dove l'acqua sale gorgogliando dal sottosuolo dando luogo ad un insolito spettacolo; in tutto sono 9, ma noi ne abbiamo visti 3, i piu' interessanti. Il primo, "l'inferno della pozza di sangue", e cosi' chiamato per le sue acque rosse dovute all'argilla disciolta all'interno, accanto a questa pozza abbiamo potuto immergere i piedi in una sorgente termale di circa 45°...era pure una giornata afosa con una temperatura di 30°, alla fine tiravi fuori i piedi e non ti accorgevi nemmeno di averli! Gli altri due visitati sono: "l'inferno dello stagno bianco", caratterizzato appunto da acqua caldissima di colore bianco e "l'inferno del mare", quest'ultimo con una vasta distesa di acqua azzurra che esala vapori; molto interessante e' stato vedere come cucinano le uova al suo interno in pochi secondi, immergendole con un cesto in vimini!
Il giorno seguente ci siamo dedicati ai bagni termali veri e propri ed e' stato arduo decidere quale scegliere dato che sono disseminati in gran quantita' dovunque.  Dopo una bella camminata, siamo giunti al bagno scelto e ne e' valsa davvero la pena per le sue acque piacevolmente perfette e oltretutto era provvisto pure di sauna! Faceva talmente caldo che, non appena arrivata all'ingresso, mi sono fiondata verso una fontanella per bere...e per fortuna che ho cercato di prendere l'acqua con le mani senza bere direttamente, perche'...era bollente!!!! Non era una fontanella, ma un'onsen per le mani, accidenti!!!! Qui ho fatto amicizia con un po' di vecchiette e una signora giapponese che pero' vive in Canada; appena esco dal bagno mi siedo ad aspettare Max, quando un vecchietto, uscito dal bagno termale dei maschi, mi si para davanti dicendo "Il tuo ragazzo e' un fico, ha pure il tatuaggio ha ha ha"...e poi se ne va!^^; La scelta del bagno successivo e' stata particolarmente interessante, questo si trovava all'interno di un enorme edificio dalla forma di tempio, vecchio di almeno 100 anni, infatti risaliva al periodo Meiji (1868-1912), diverso da tutti quelli visti finora. L'interno era come al solito in legno, ma la zona della vasca termale era interamente in roccia e c'era un'unica vasca con una temperatura dell'acqua stra stra calda!!!! Non c'erano docce e dovevi usare l'acqua della vasca per lavarti prelevandola con un mastellino in legno accucciandoti lontano da essa in modo che il sapone non entrasse a contaminare l'acqua. Le cose che mi hanno colpito sono state, innanzitutto il soffitto altissimo della grande stanza e il fatto che la pietra circostante alla vasca termale fosse di colore rosso e molto levigata, non solo dalla sorgente termale, ma anche dall'uso fattone per anni e anni dalle persone. I clienti di questo tipo di sorgenti non sono giovani e nemmeno vecchi, ma "anziani vecchissimi", che vengono ad immergersi perche' dicono che "le sorgenti di una volta hanno le acque migliori" e quelle di Beppu sono particolarmente indicate a chi ha problemi di pelle. Be' io mi sono trovata parecchio in difficolta' dato che l'acqua era troppo calda, tanto da non riuscire ad entrare nemmeno con i piedi! Una vecchina e' cosi' venuta in mio soccorso aprendo il rubinetto dell'acqua fredda e girandolo all'interno della vasca, creandomi una zona con acqua calda (ma non bollente), cosi' mi ci sono immersa mentre la vecchietta mi versava acqua fredda anche con il catino in legno!...ho resistito circa 8 minuti!!! All'uscita ho trovato un Max rosso polipo (i polipi giapponesi hanno un colore rosso accesissimo) che mi aspettava con aria sconcertata per il troppo caldo^^ Certo, non sara' stata la migliore delle sorgenti termali ed era anche fin troppo spartana, ma e' stata comunque una bella esperienza che ci ha portato un po' indietro nel tempo!

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postato da: bolabola alle ore 30/10/2006 09:00 | Permalink | commenti (4)
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venerdì, 27 ottobre 2006

Eravamo nell'autobus diretto a Beppu, quando sentiamo l'autista annunciare la seguente fermata "Kurokawa onsen"; questa zona termale non era nel nostro programma di viaggio, ma visto che si trovava di strada e che il paesaggio che ci circondava era splendido...come fare a non fermarsi? L'autobus ci lascia ad una fermata a qualche minuto dal centro termale, quindi ci dirigiamo verso il banco di informazioni turistiche per acquistare un pass (tutto in legno) che da' il diritto di accedere ai bagni di tre ryokan (pensioni in stile giapponese) a scelta. Kurokawa significa "fiume nero", infatti la zona montana verdissima, e' attraversata da un lungo fiume ricoperto dalle fronde degli alberi; pur essendo un posto turistico, lo sviluppo non e' stato scriteriato (come a Beppu), tanto che non si vedono in giro ne' karaoke, ne' pachinko, ma ci si puo' godere il proprio bagno termale nella tranquillita' della foresta, dove l'unico rumore udibile e' quello delle acque del fiume. Kurokawa e' famosa soprattutto per i suoi 23 "rotenburo", ossia i bagni termali all'aperto e in quasi tutti i posti si possono trovare anche i "konyoku", cioe' i bagni in comune tra uomini e donne, frequentati soprattutto da famiglie. Noi ci siamo diretti innanzitutto nel bagno piu' famoso, quello con le acque termali all'interno di grotte: dopo esserti spogliato all'aperto, ti avventuri all'interno di queste grotte in cui trovi varie sezioni con acqua piu' o meno profonda e piu' o meno calda, a seconda se la sorgente e' vicina o meno...la sensazione che si prova a stare immersi nell'acqua calda di una grotta, in un buio illuminato dalla sola luce fioca di una lampada e' bellissima! Adoro le terme anche perche' mi permettono di fare conoscenza con persone di tutto il Giappone e di scambiare con loro quattro chiacchere! Questa volta ho avuto la coincidenza di incontrare una famiglia: mamma, figlia e nonna, che abitano ad una fermata di treno dal nostro quartiere^^. Le successive due onsen che abbiamo provato erano entrambe sulla riva del fiume, ma la piu' bella e sofferta delle due e' stata quella situata a circa 4 Km dal paese, 4 Km che giustamente abbiamo pensato di percorrere a piedi per meglio gustarci il paesaggio montano (splendido)...con 5 kg di valigia in spalla! (...poi arrivati al posto, abbiamo scoperto che l'onsen era servita da una navetta gratuita dal paese...). Questo bagno era sorprendentemente bello perche', a varie altezze del fiume, c'erano delle vasche termali ognuna con acqua dalle diverse proprieta'; io ne ho scelto una un po' in alto, sopra alla quale svolazzavano numerose farfalle colorate e le foglie cadute galleggiavano sull'acqua, il tutto completato da una fantastica vista sull'onsen situata piu' in basso, dove facevano il bagno gli uomini..........Peccato che, essendo il terzo bagno termale del giorno, non avevo molta resistenza e sono riuscita ad immergermi per soli 20 minuti e prima che la testa cominciasse pericolosamente a girarmi, sono dovuta uscire! Max invece è entrato in una onsen molto vicino al torrente, tanto da poter anche uscire dalla zona di acqua calda per immergersi nel torrente gelato; solo che, una volta rientrato, si è accorto che nell'onsen si era immersa una donna con il marito, che non si faceva problemi per la presenza degli altri uomini...i problemi se li è fatti Max vergognandosi anche al posto suo^o^
Per il suo bellissimo paesaggio e la tranquillita' del luogo, nonche' la particolarita dei bagni termali, Kurokawa e' diventata la mia zona termale preferita^^

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postato da: enio alle ore 27/10/2006 13:46 | Permalink | commenti (3)
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martedì, 24 ottobre 2006

Dopo un corsa in autobus di circa un'ora, siamo arrivati in un paesino in mezzo alla campagna, dove abbiamo preso il treno per il Monte Aso che si trova nell'esatto centro del Kyushu. Bè, credo che questo viaggio in treno sia stato uno dei piu' belli fatti finora...chiamarlo "treno" poi è un po' esagerato, visto che era composto da appena due carrozze! All'interno era arredato come un mezzo di trasporto dell''800, con sedili in velluto viola e lampade dalla forma antica, inoltre correva su una linea costituita da un'unica rotaia strettissima che attraversava la piu' imbucata campagna giapponese che io abbia mai visto: paesini composti da quattro case in croce, prati con mucche al pascolo, risaie con contadini che bruciavano mucchi di fieno e rami a non so quale scopo e dalle colline circostanti si vedevano scie di vapore levarsi nell'aria, segno della presenza di onsen (zone termali) eh sì...perchè ci stavamo dirigendo verso una delle zone vulcaniche più grandi di tutto il Giappone. Arrivati in prossimità della zona dell'Aso, rimango incantata da una strana costituzione montuosa: praticamente sembrava che una cerchia di montagne ci circondasse e che queste avessero TUTTE la stessa altezza! Non mi ero resa conto che ci trovavamo all'interno della caldera in attività più grande del mondo...quelle non erano semplicemente montagne, era un enorme cratere! Il cratere esterno che vedevo  ha una circonferenza di ben 128 Km e ospita cittadine, villaggi e linee ferroviarie, finchè lo vedi dal treno non ti rendi conto di dove sei, ma appena sali d'altitudine e lo vedi dall'alto...non puoi fare a meno di meravigliarti pensando che, l'esplosione che lo ha originato deve essere stata di dimensioni davvero apocalittiche! All'interno di questa caldera ci sono cinque monti vulcanici più piccoli, di cui uno e' ancora in attività, ma quello che più di tutti ha destato la mia attenzione, è stato un vulcanino dalla forma conica perfetta, ricoperto interamente da un tappeto erboso verdissimo, chiamato appunto "kome-zuka", stampo per il riso^^. Dopo aver trovato sistemazione in una pensioncina della zona, abbiamo preso l'autobus per la cosidetta "kusa-senri" (1000 Km d'erba), una distesa erbosa con due laghi che si estende nel cratere appiattito di un antico vulcano. La zona era strapiena di turisti e bambini che, per la modica cifra di 20 eur. si facevano giustamente una passeggiata a cavallo in quell'enorme distesa...passeggiata che durava ben...5 minuti! Peccato che i due laghi, visto il caldo, fossero quasi prosciugati, ma il paesaggio era davvero bellissimo e di una pace unica, interrotta solo dal muggito delle centinaia di mucche al pascolo! Da quella zona si poteva vedere in lontananza la cima del Naka-Dake, l'unico vulcano in attività rimasto che, quel giorno, emanava una gran quantità di fumo.
Il giorno seguente, sprezzanti del pericolo, siamo andati in visita proprio al Naka-Dake, che negli ultimi anni ha avuto una forte attività, tanto da dover chiudere per alcune settimane la funivia che arriva in cima, a causa delle eruzioni che hanno provocato la morte di alcuni turisti! Comunque arrivare fin lassu' ne è valsa davvero la pena: il cratere, della circonferenza di circa 1000 m, era circondato da un paesaggio quasi "lunare" composto solo da rocce nere e sabbia e al suo interno si vedeva ribollire il magma...bianco-azzurro! L'odore da uova marce che emanava era all'inizio nauseante, ma poi ci facevi l'abitudine. Tutto quel vapore ci aveva fatto venire una gran voglia di onsen e quindi, abbiamo deciso di ripartire al più presto verso una delle stazioni termali più rinomate di tutto il Giappone...Beppu.

binari in mezzo alla campagna

cratere su sfondo

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postato da: enio alle ore 24/10/2006 11:57 | Permalink | commenti (3)
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sabato, 14 ottobre 2006

Dall'assolata cittadina di mare di Miyazaki, ci spostiamo verso la montana Takachiho che si trova più o meno nel centro del Kyushu. Il principale motivo di richiamo di questa località , è una gola tra le montagne con cascate, rocce sporgenti e pareti a picco, che si può visitare noleggiando una barca a remi. Il paese è davvero piccolino e trovare una sistemazione per la notte non è stato affatto difficile; dato che siamo arrivati verso sera, avevamo intenzione di assistere ad uno spettacolo tradizionale di danze locali che viene tenuto tutte le sere appunto, al Takachiho-jinja, il santuario del posto. Come in ogni piccolo paese che si rispetti, la gente del luogo è cordiale e disponibile ad aiutare gli stranieri...forse anche troppo...visto che, il veccchietto a cui abbiamo chiesto informazioni, si è affezionato a noi in maniera morbosa. Volevamo semplicemente sapere la direzione in cui si trovava il tempio e lui ha capito che volevamo vedere delle danze tradizionali, quindi ci ha portato in una sorta di parcheggio ghiaiato dove le vecchiette del posto danzavano la Bon-Odori ( una danza che si fa nel periodo d'agosto durante la festa dei morti)...dopo averlo ringraziato mille volte ce ne siamo andati in tutta fretta perchè lo spettacolo sarebbe cominciato a momenti, non prima pero' che il vecchietto ci dicesse che il mattino dopo ci avrebbe telefonato in albergo per informarci sul taxi da prendere per visitare la gola con le cascate (perchè forse un taxi non vale l'altro? Mah...). Alla fine riusciamo ad arrivare al tempio il quale, circondato da un boschetto e da un buio fitto illuminato solo da qualche torcia,  aveva davvero un'atmosfera un po' spettrale. Qui abbiamo assistito, assieme ad un'ottantina di persone, alla famosa danza chiamata IWATO KAGURA, durata circa un'ora: questa era un riassunto della rappresentazione piu' lunga (una giornata intera), che si tiene in autunno in alcune fattorie della zona e che racconta alcune tra le leggende piu' importanti del Giappone; infatti Takachiko rivendica importanti presenze mitologiche, come: il luogo in cui la dea Amaterasu si nascose facendo cadere le tenebre sul mondo e il monte in cui arrivo' sulla terra Ninigi no mikoto, discendente appunto della dea.
Il mattino dopo ci svegliamo prestissimo con l'intenzione di andare a piedi fino alla gola, dato che la camminata sarebbe durata circa una mezzora...MA... ecco che dopo appena 10 minuti di cammino, vediamo un taxi che ci accosta; era il vecchietto della sera precedente che a quanto pare, aveva obbligato il tassista a fare un giro di tutto il paese finiche' non ci trovava. Ci ha costretto a salire perche' voleva a tutti i costi pagare la corsa e per tutto il tragitto non ha fatto altro che ripetere a nastro "Whahaha!!! Non dovete temere nulla, siete con un giapponese adesso!!! Ci sono io adesso whahaha!!!!". Poi, appena arrivati alla gola, roteando il suo bastone da passeggio, ha cambiato tema e ha cominciato con "Una volta venivo qui a pescare le anguille, ma voi le anguille non sapete neanche cosa sono (...e come no...), ahhh tutti qui mi conoscono, non posso nemmeno camminare a testa alta o andare in quei locali li' a bere, perche' tutti mi conoscono e non mi lasciano piu' andare via!!!" E chissa' cosa poteva aver fatto con 'ste anguille perche' tutti lo conoscessero cosi' bene... e cosi', rischiando la vita, visto che era parecchio malfermo, ci ha accompagnato fino alla sponda del fiume dove abbiamo noleggiato la barca.  Max  si e' dimostrato un abilissimo rematore, tanto da sbefeggiare delle coppiette giapponesi che si incagliavano pericolosamente nelle rocce vicino alla cascatina. Be', il paesaggio era mozzafiato, davvero bellissimo, tanto che a fatica riesci ad immaginare che, in un paese con una natura cosi' rigogliosa, ci possano essere anche citta' enormi e tecnologiche come Tokyo! La gola era piuttosto stretta e le formazioni rocciose erano davvero particolari perche' modellate dalle cascatine che si gettavano nel fiume; oltretutto, i raggi del sole del mattino che filtravano tra i rami sovrastanti la gola, rendevano quel posto davvero magico...
Al ritorno abbiamo insistito per pagare il taxi al vecchietto e ci siamo salutati, non prima che lui ci raccontasse per l'ennesiama volta di anguille, e gente che lo conosce dovunque. Quindi, in tarda mattinata, abbiamo preso l'autobus in direzione del Monte Aso...

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postato da: enio alle ore 14/10/2006 03:29 | Permalink | commenti (13)
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sabato, 07 ottobre 2006

Visto che se ne è parlato tanto nei commenti del post precedente, questi sono due costumi che abbiamo fotografato ormai un anno fa, al nostro arrivo in Giappone. Erano in vendita in un negozio di costumi firmati del Ginza 9, un centro commerciale che da sull'incrocio principale dell'omonimo quartiere, proprio di fronte al Sony Building. Un costume molto poco giapponese nella forma, per la mancazza di pizzi, pizzetti, orli e merletti, ma molto giapponese nel suo cattivo gusto. A dire la verità i colori sarebbero anche belli, ma il gallo, il leon, e soprattutto la marca lo rendono incomprabile da qualsiasi occidentale non feticista. Da notare che il prezzo si aggirava sopra i 10.000 yen, superiore ai nostri 80 euro...

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postato da: enio alle ore 07/10/2006 08:58 | Permalink | commenti (6)
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