martedì, 19 settembre 2006

Dopo aver ammirato le splendide montagne del parco di Kirishima, nel tragitto in autobus da Kagoshima, dopo tre orette arriviamo a Miyazaki, la seconda città più a sud nel Kyushu, caratterizzata dalla presenza di palme di betel, che le danno un che di tropicale. In effetti è la città con le temperature più alte di tutto il Giappone, e uno dei punti più colpiti dai frequenti tifoni che da fine agosto a ottobre si abbattono sul paese. Per fortuna sono i primi di agosto, e non ci sono problemi, se non un caldo soffocante e un sole battente che andranno a rovinare definitivamente la nostra schiena biancastra. Il centro cittadino in sè non è un granchè, per cui decidiamo di dare un occhiata veloce alla solita rete di gallerie commerciali e per il giorno dopo programmiamo una gita ad Aoshima.
Aoshima è una piccola isoletta a breve distanza dalla costa collegata alla terraferma da un ponte di pietra, che in condizioni di bassa marea fa un più o meno la fine dell'isola di Miyajima, vicino a Hiroshima. Il mare si ritira e lascia intravedere il basso fondale fangoso che attornia parte dell'isola, nonchè una serie di formazioni rocciose singolari dette lavatoi, rovinandone in parte la veduta panoramica. Al centro dell'isoletta, il cui perimetro si può percorrere interamente a piedi in una ventina di minuti, si trova un tempietto, immerso in un boschetto di palme di betel, di color rosso acceso, che esalta il contrasto con la natura circostante. Da notare le due statue inguardabili raffiguranti i tipici due leoni a guardia del tempio. Sembrano la copia sputata dei cani freak della Gina, e infatti lei non si perde l'occasione e fotografa i due mostri da ogni angolatura.  Dopo aver visitato il tempietto, decidiamo di esibire in nostri fisici scultorei e ci rechiamo nella vicina spiaggia, poco popolata, e con una scadente attrezzatura turistica, e ci mettiamo a rosolare al sole. In questa zona, ma temo anche nella maggior parte delle spiagge del Giappone, il mare non è un granchè, ma la soddisfazione di un bagno nel Pacifico ce la leviamo lo stesso.
Durante la nostra mattinata in spiaggia, notiamo una cosa abbastanza bizzarra: la gente, in particolare le ragazzine, ma anche gli adolescenti maschi, entra in acqua vestita, ovvero in maglietta e pantaloncini. Quasi nessuno "osa" fare il bagno in costume, e sinceramente non capisco il perchè.
Dopo due ore di sole rovente, gettiamo la spugna e riprendiamo il treno più marcio dell'intero Giappone (il Kyushu è abbastanza indietro rispetto all' Honshu per quanto riguarda la qualità dei mezzi di locomozione) e ci dirigiamo verso la nostra tappa successiva, Takachiho, nel nord-est del Kyushu. Il tempo stringe e purtroppo non abbiamo la possibilità di spingerci più a sud per ammirare le splendide coste frastagliate che portano al capo Toi.

isola

torii

tempio

tempio2

cane della gina miu

cane della gina abu

tempio3

betel2

betel

spiaggia

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postato da: enio alle ore 19/09/2006 16:29 | Permalink | commenti (17)
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venerdì, 15 settembre 2006

Nel post di Kumamoto vi avevamo parlato di Dear Daniel, alias "il figon", quello che dovrebbe essere il morosetto di Hello Kitty. Come potete vedere dalla foto, non dovrebbero esserci dubbi. Ovviamente nell'immagine è ripreso di spalle, si dice infatti che abbia conquistato il cuore della sua amata per delle doti assai particolari... e non mi riferisco al ciuffo da Elvis... Non per niente è li che sta pescando senza l'ausilio della canna da pesca!

dear daniel il figondeardaniel

 

postato da: enio alle ore 15/09/2006 13:19 | Permalink | commenti (3)
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domenica, 10 settembre 2006

A tre ore di autobus da Kumamoto si trova Kagoshima, la città più a sud di Kyushu, detta la Napoli dell'estremo oriente perchè sorge in prossimità del vulcano Sakurajima, ricordando er Vesuvio. In effetti la prima cosa che ci colpisce al nostro arrivo in città è l'imponenza di questo, separato da un breve tratto di mare dal porto e dal centro di Kagoshima, e dal fatto che esce un po' di fumo dal suo cratere principale. Per la precisione ce lo fa notare una vecchia in kimono che staziona all'ingresso di un hotel di lusso, che sorridendoci come niente fosse ci dice "esce polvere, nè!", mentre tra noi e noi pensiamo "E sti cazzi! Speriamo che non e-rutti davvero piuttosto!".
Kagoshima non è una città molto grande, il suo centro è caratterizzato dalla presenza di un paio di templi di media grandezza che meritano una visita di passaggio e soprattutto da una rete di gallerie commerciali nella quale si rischia di perdere l'orientamento da quanto intricata è.
La nostra speranza di essere gli unici occidentali sbarcati in città viene subito vanificata dall'incontro con un simpatico bombarolo americano, che ci dice di vivere lì da ben 12 anni e che gestisce un negozio di vestiti da nigga-rapper (e infatti con lui c'è anche un tizio di colore), così l'idea che ci eravamo fatti in testa, ovvero quella di una città (assieme a Miyazaki) in cui forse potevamo ancora essere additati a forestieri e attirare l'attenzione e gli sguardi della gente come succedeva fino a qualche anno fa in tutto il Giappone, esclusa Tokyo, se ne va a quel paese. Per la cronaca di bombaroli ne vedremo ancora, comunque meno che in altre città.
Comunque, il giorno dopo ci rechiamo a Sakurajima con un autobus turistico guidato da un uomo di mezza età molto simpatico che  mi chiede da dove veniamo, e quando gli rispondo "italia" mi dice subito "nihongo ga umai desu ne!", ovvero "cavolo, sei proprio bravo in giapponese!"... se dire solo "italia" mi da tutte queste soddisfazioni, figuriamoci quando saprò formare una frase di senso compiuto cosa succederà... si inginocchieranno adoranti al mio cospetto uah uah uahhhh... speriamo che siano femmene...
Al contrario dell'uomo simpatico, la guida, la donna meno femminile che esista in Giappone, una sorta di trans alto e sovrappeso stipato in divisa da hostess non è molto espansiva, e tende ad ignorarci, molto più interessata ad intrattenere una conversazione con la comitiva di vecchietti di Okinawa che ci fanno compagnia durante la visita. Tra l'altro secondo me due di questi vecchietti si sono fatti il trucco agli occhi... magari ad Okinawa si fa così. Mi piacerebbe andare ad Okinawa un giorno... ovviamente per truccarmi senza vergognarmi...
La gita dura circa quattro ore, ci fanno fare tappa nei punti strategici per avere le viste migliori e scattare delle foto degne di tal nome, ma tutti ad una certa distanza dal vero e proprio cono del vulcano, sul quale è vietato salire. Il trans ci spiega infatti che il vulcano è piuttosto attivo, e che solo due mesi prima un' intensa pioggia di detriti e polvere aveva ricoperto Kagoshima e intasato il traffico cittadino, non permettendo ai conducenti una visuale oltre i 50 cm dal finestrino del loro mezzo. Il panorama è comunque splendido, e risalendo con l'autobus il vulcano fin dove consentito abbiamo la possibilità di godere stupendi scorci della baia di Kagoshima. Che dire, questo è in effetti uno dei luoghi che mi sono piaciuti di più durante il nostro viaggio, e anche la Gina concorda in questo. Visitiamo anche il "Torii sepolto", un portale di ingresso ad un tempio che non esiste più, spazzato via da una colata lavica che all'inizio del secolo scorso ha distrutto oltre tre villaggi e ricoperto per tre quarti il torii in questione. Poi ce ne torniamo in città e prima di prendere l'autobus che ci porterà a Miyazaki, ci gustiamo un buonissimo "kakigori" ovvero una sorta di granita enorme, di ghiaccio tritato finissimo, ricoperta di sciroppo al latte, gelato alla crema e frutta disposta in modo artistico sul granitozzo in modo da ricreare la forma di un... pollo.
W Kagoshima anche se c'ha pure lei i bombaroli!!!

tempio

sakurajima

sakurajima3

sakurajima2

vista da sakurajima

vista da sakurajima2

sakurajima4

kakigori

 

postato da: enio alle ore 10/09/2006 08:56 | Permalink | commenti (6)
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