Dopo aver ammirato le splendide montagne del parco di Kirishima, nel tragitto in autobus da Kagoshima, dopo tre orette arriviamo a Miyazaki, la seconda città più a sud nel Kyushu, caratterizzata dalla presenza di palme di betel, che le danno un che di tropicale. In effetti è la città con le temperature più alte di tutto il Giappone, e uno dei punti più colpiti dai frequenti tifoni che da fine agosto a ottobre si abbattono sul paese. Per fortuna sono i primi di agosto, e non ci sono problemi, se non un caldo soffocante e un sole battente che andranno a rovinare definitivamente la nostra schiena biancastra. Il centro cittadino in sè non è un granchè, per cui decidiamo di dare un occhiata veloce alla solita rete di gallerie commerciali e per il giorno dopo programmiamo una gita ad Aoshima.
Aoshima è una piccola isoletta a breve distanza dalla costa collegata alla terraferma da un ponte di pietra, che in condizioni di bassa marea fa un più o meno la fine dell'isola di Miyajima, vicino a Hiroshima. Il mare si ritira e lascia intravedere il basso fondale fangoso che attornia parte dell'isola, nonchè una serie di formazioni rocciose singolari dette lavatoi, rovinandone in parte la veduta panoramica. Al centro dell'isoletta, il cui perimetro si può percorrere interamente a piedi in una ventina di minuti, si trova un tempietto, immerso in un boschetto di palme di betel, di color rosso acceso, che esalta il contrasto con la natura circostante. Da notare le due statue inguardabili raffiguranti i tipici due leoni a guardia del tempio. Sembrano la copia sputata dei cani freak della Gina, e infatti lei non si perde l'occasione e fotografa i due mostri da ogni angolatura. Dopo aver visitato il tempietto, decidiamo di esibire in nostri fisici scultorei e ci rechiamo nella vicina spiaggia, poco popolata, e con una scadente attrezzatura turistica, e ci mettiamo a rosolare al sole. In questa zona, ma temo anche nella maggior parte delle spiagge del Giappone, il mare non è un granchè, ma la soddisfazione di un bagno nel Pacifico ce la leviamo lo stesso.
Durante la nostra mattinata in spiaggia, notiamo una cosa abbastanza bizzarra: la gente, in particolare le ragazzine, ma anche gli adolescenti maschi, entra in acqua vestita, ovvero in maglietta e pantaloncini. Quasi nessuno "osa" fare il bagno in costume, e sinceramente non capisco il perchè.
Dopo due ore di sole rovente, gettiamo la spugna e riprendiamo il treno più marcio dell'intero Giappone (il Kyushu è abbastanza indietro rispetto all' Honshu per quanto riguarda la qualità dei mezzi di locomozione) e ci dirigiamo verso la nostra tappa successiva, Takachiho, nel nord-est del Kyushu. Il tempo stringe e purtroppo non abbiamo la possibilità di spingerci più a sud per ammirare le splendide coste frastagliate che portano al capo Toi.










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