venerdì, 28 aprile 2006

E così dopo AKIHABARA, il quartiere dell'elettronica, JINBOCHO e KANDA, i quartieri dei libri, OCHANOMIZU, il quartiere delle università, DOGENZAKA, il quartiere dei love hotel, TSUKIJI, il quartiere del mercato del pesse, OGAWAMACHI, il quartiere dei negozi sportivi, e SHIBUYA, il quartiere della f... ... abbiamo scoperto che c'è un altra zona specializzata nel commercio di un particolare prodotto. Questo quartiere si trova grosso modo tra TSUKIJI e SHIODOME, si chiama TSUKISHIMA, ed è invaso da decine di ristoranti che preparano una pietanza che si chiama "monja-yaki" (si legge mongia iaki).
Il mongia è una specie di "okonomiyaki", l'omelette ipercalorica giapponese, che come questa si cucina direttamente sulla griglia posta al centro del tavolo ma che a differenza di questa ha una forma ed una consistenza meno solida, che a me ovviamente ha ricordato quello che il mio amico Nicolò rigetta nei cespugli ogni volta che va a mangiare in un agriturismo... Esso è originario della zona di Tokyo, in passato si preparava solamente con acqua e farina, veniva cucinato in un baracchino posto di fronte ai negozi di dolciumi e di soda, e dato come merenda ai bambini. Ora consiste di un impasto di base composto di preparato per la tempura (la frittura giapponese), brodo di pesce, farina, salsa di soia, al quale si può aggiungere qualsiasi cosa rientri anche solo lontanamente nella categoria di ciò che viene chiamato ingrediente. Ai giapponesi infatti piacciono molto gli "smissiotti", o "pastrocci", e manco a dirlo senza saperlo abbiamo mangiato un mongiazzo enorme a base di carne di maiale e schie, facendo così uno "stupendo" abbinamento carne-pesce che a me ovviamente piace moltissimo... si fa per dire. Alla Gina ovviamente questo è piaciuto, ci mancherebbe altro... butta giù di tutto quella donna! Comunque a dire la verità non era proprio male, dai. Altri ingredienti che ben si sposano col mongia (piu o meno) sono i calamari, le seppie, la carne di vitello, la soba, e perfino i tagliolini del ramen e il curry.
Abbiamo avuto la possibilità di visitare questo posto grazie alla nostra amica Chiemi, che la volta scorsa alla nostra prima uscita ci aveva portato a vedere i cessi lussuosi di un albergo dalle sue parti, pensando di farmi un piacere visto che avevo mostrato interesse nei confronti di quella specie di robot che corrisponde al water giapponese. In questa occasione invece, con la scusa di portarci a vedere uno "shoutengai", ovvero una sorta di strada a percorrenza pedonale con ai lati negozi di tipo tradizionale, somigliante ad un mercatino, in realtà ci ha guidato in quel luogo perchè voleva a tutti i costi mangiare il mongia, che non assaggiava da ben quindici anni. Oltre a ciò era stranamente attirata dai vicoletti che intersecavano la via dello shotengai, e ci si infilava come tarantolata andando su e giù non si sapeva bene per quale motivo, finchè abbiamo scoperto, ormai a fine serata, che c'è un tizio famoso che abita da quelle parti che porta ogni giorno a spasso un tartarugone, che lei voleva a tutti i costi vedere. Non c'è riuscita purtroppo, ma in compenso abbiamo incontrato tutte le altre specie animali di questo mondo: ragni, gatti, cani, bambini giapponesi e pure un topo.
Comunque, strada di ristorantini a parte, questo quartiere merita forse una visita perchè ci si respira un'atmosfera da Tokyo di inizio secolo, con le sue case d'epoca, i negozietti di dolciumi di una volta, i suoi canali, con i ponti rossi e le barchette attraccate. In effetti, Tsukishima più che un quartiere è un'isola artificiale, costruita alla fine del secolo scorso e adibita una volta a fulcro della lavorazione e del commercio del ferro. Lungo il fiume Sumida, che costeggia il quartiere, ai piedi di una zona di grattacieli di recente costruzione, c'era anche un piccolo parco giochi per bambini, con un piccolo stagno artificiale, molto carino, e con un discreto numero di colorate carpe di carta che svolazzavano al vento, simbolo della festa nazionale dei bambini, il "kodomo no hi", che si svolgerà il cinque maggio (e durante la quale, proprio a metà della golden week, orde di giapponesi si schiaccieranno come sardine nei vari luoghi di villeggiatura del paese).Chiemi, oltre al mongiazzo, ci ha offerto anche il dolcetto tipico di questa festività, il "kashiwamuchi", una sorta di "mochi", ovvero di pasta ultra-gommosa di riso che ti si attacca al palato, con della marmellata non ben specificata all'interno. Siamo i soliti accattoni.
Eravamo seduti su una panchina di fronte al fiume, e io stavo mandando giù questa cosa con avidità, quando un colombo, con fare un po' incerto, si è avvicinato verso di me. Io, mosso da compassione verso questo esserino indifeso, e più che altro per la paura che mi schittasse in testa se non l'avessi fatto, gli ho lanciato un po' del mio kashiwaeccetera, perchè non volevo che morisse di fame o di invidia nei miei confronti. Ma in realtà probabilmente morirà soffocato, perchè il kashiwaeccetera gli si è attaccato al becco e gliel'ha impastato tutto! Poveraccio... ...fosse stato un corvo almeno!

tsukishima barchemonja che bollemonja sboccogiada chiemi e monja

postato da: enio alle ore 28/04/2006 15:29 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 27 aprile 2006

Tanto per tenervi informati sulla mia capigliatura...ho deciso di cambiare parrucchiere perchè Masao non mi aveva soddisfatto abbastanza, visto che mi sono ritrovata con un ciuffo giallo sulla frangia!!! Meriterebbe il linciaggio! Ho optato per un salone che mi ispirava parecchia fiducia, dato che vedevo i dipendenti esercitarsi sulle loro teste e su quelle dei manichini fino a tarda notte...quindi, dovevano essere bravi!
Anche qui, appena entrata, mi hanno guardato con un misto di meraviglia e ribrezzo e un brivido mi ha percorso la schiena, ma non importa ormai ci sono abituata! Il ragazzo che mi ha seguito era proprio un figaccione: magliettina strappata fino a metà petto, completamente depilato, bassino, capelli ricci e aria gaia, il mio tipo insomma! Mi ha accompagnato al lavaggio e...aha aha hah..."questa volta non mi freghi", ho pensato! Col cavolo che mi faccio assalire dalla paura non appena la poltrona si mette in orizzontale e soprattutto, col cavolo che mi metto a ridere con l'asciugamano in faccia! Ero bella rilassata quando ecco arrivare la domanda di rito-Da dove vieni?-  -Italia-...-Ahhh, Italia: sakka!!! (calcio)- Ecco lo sapevo, adesso avrebbe iniziato con l'elenco di tutti i calciatori che conosceva; in genere i più gettonati sono: Marudini, Bieri, Baggio, Deru Piero, Girardigno e Totti...Ma questo li conosceva proprio tutti!!! Ha cominciato a dire nomi che non avevo neanche mai sentito...Bè, a me il calcio piace, ma non sono un'appassionata, basti pensare che l'unica squadra di cui conosco a memoria tutti i nomi è il Cadoneghe, dove giocava Max...a proposito: FORZA
CADONEGHE CHE QUEST'ANNO ANDATE IN PRIMA!!!!!! Ok, scusate^^ A quel punto, visto che il tipo era un vero appassionato, io ne ho approfittato per pavoneggiarmi un po'- Sai che il mio ragazzo è un giocatore di calcio?- Gli ho detto; a quel punto gli si sono bloccate le mani - Majiiiii???!!! (davverooo???) - Mi ha detto - E gioca in serie A???- See magari e veniva con me in Giappone se giocava in A, ebbete! Hem...a quel punto non potevo tirarmi indietro..-no, no, gioca nel...- e qui ci ho messo un po' di umiltà -...Padova-. Mi ha guardato con un'espressione interrogativa - Padova, è in B?-, - Mhh, no in C-, gli ho risposto. E quello serio mi fa -In C? Non sapevo esistesse la serie C-. Quando l'ho raccontato a Max, dopo avermi detto che sono un po' imbecille, ha aggiunto - hai sbagliato la preposizione: A Padova ho giocato, non NEL Padova...magari!!!!- Ritornando al tipo: premetto che a me non piace dare del "tu" in giapponese perchè mi suona un po' maleducato, nel senso che non mi piace dire la parola TU (anata), perchè è un po' troppo diretta, così ho guardato la targhetta sulla maglia del ragazzo e gli ho detto - Taya san, qual'è il tuo cibo preferito?- Quello mi guarda e con voce seria mi dice - "Taya" è il nome di questo salone...io mi chiamo Yaequalcosachenonhocapito- Mi stavo vergognando talmente tanto che non ho neanche fatto caso al suo vero nome, -ANATA andava più che bene-, ho pensato -_-;
Alla fine gli ho chiesto se facevano anche le meches, Anata mi ha risposto che, sì, le facevano, ma che lui non le aveva mai fatte su capelli del mio colore, -Vorrà dire che la prossima volta ci proverai-, gli ho risposto...i giapponesi non dicono mai di no e con una goccia di sudore che gli scivolava dal lato della faccia mi ha risposto - o...ok ci proviamo- Adesso sono le 10 di sera, ma scommetto che se passo lì davanti, c'è ancora la luce accesa nel salone con Anata dentro che si esercita su una parrucca bionda^__^

postato da: enio alle ore 27/04/2006 15:17 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 26 aprile 2006


Lo scorso venerdì la scuola ci ha portato in gita al Tokyo Disneyland, io e Max eravamo davvero contenti di passare una giornata in allegria con la nostra classe! Il Tokyo Disneyland non si trova molto lontano da dove abitiamo, ci si impiegano circa 20 minuti in treno con il quale scendi direttamente davanti all'entrata del Parco.
Prima di lasciarci liberi, le insegnanti ci hanno imposto di radunarci di fronte al castello della Bella Addormentata (o Cenerentola? Scusa Matt, non ricordo!!!) per la foto di rito...immaginate la loro delusione quando abbiamo scoperto che il castello, così come una parte delle case di fronte, erano in ristrutturazione: impalcature e gru dovunque!!! Niente foto...Quindi, mappa alla mano e con l'intenzione di fare tutte le giostre, ci siamo precipitati nella prima attrazione...ma...un profumo fantastico mi ha bloccato: pop corn al cioccolato!!! Erano così grossi e invitanti che non ho potuto fare a meno di comprarli...secondo me i pop corn dei parchi Disney sono i più buoni al mondo!!! Anche i giapponesi credo la pensassero come me dato che davanti ai baracchini si erano formate code lunghissime...c'erano perfino al gusto curry! Da quando siamo qui abbiamo cominciato ad affidarci moltissimo alle previsioni del tempo: se dicono che c'è il sole c'è il sole, se piove piove! Quel giorno ci doveva essere sole, ma con qualche pioggia sporadica e breve...usciti di casa abbiamo visto un cielo limpido e quindi non abbiamo preso l'ombrello... e la pioggia sporadica??? Ce ne eravamo dimenticati??? Proprio quando eravamo in coda per la casa stregata ha cominciato a piovere...ma per fortuna questa ci ha accompagnato solo finchè non abbiamo varcato l'ingresso della casa (cioè per circa 20 minuti...). Grazie pioggia, senza di te non sarebbe stata una vera casa stregata! (comunque la casa era piena di corvi veri appollaiati sul tetto...faceva un po' senso...). Appena usciti sono stata attratta da un altro profumo: un filoncino di pasta zuccherata, ho approfittato della pausa bagno di Max per mangiarlo...buonoooo^^.
A metà giornata, eravamo piuttosto provati dalle ultime giostre (Biancaneve, Peter Pan, Pinocchio e quella dei Bambini del Mondo -ho detto che volevamo farle tutte no?-) e avevamo deciso di fare pausa anche perchè non avevamo o meglio, Max non aveva ancora mangiato...quando siamo stati accalappiati da due nostre insegnanti: Daikon e Testa a Uovo (per chi non lo sapesse il daikon è un rapone bianco giapponese...), che a dispetto dei loro soprannomi sono molto carine. Queste ci hanno obbligato a salire con loro in canoa...bè è stato divertente, non tanto il dover remare in mezzo al lago, quanto vedere il povero accompagnatore che oltre a fare da capo rematore doveva spiegare la solita tiritera sugli indiani che popolavano la zona, sui finti coccodrilli dei quali faceva finta di spaventarsi e le bisce assassine...ad un certo punto deve aver avuto una mezza sincope perchè ha iniziato a schiumare dalla bocca e sputacchiando ha detto "remate voi perchè no ghea fasso pì"...fantastico, se cadeva anche in acqua avrebbe reso la nostra escursione ancora più interessante! Il moto in canoa mi aveva risvegliato la fame, purtroppo si erano accodati a noi Uta, la peruviana e Awaru, il bangladese ( non so come si dice...) che avevano già mangiato!!! Non so, sarà stato il mio sguardo fisso, sarà stato che non mi scollavo da lì davanti o sarà stata pena, ma tutti hanno deciso di fermarsi alla pizzeria della parte futuristica del parco a mangiare un trancio...che Awaru ci ha gentilmente offerto. La pizza era orribile, ma non importa, l'ho mangiata di gusto parlando con Awaru di Islam, matrimoni multipli (lui può sposarsi con 4 donne...) e cibo del Bangladesh!
Le attrazioni più belle alla fine sono state: la space mountain, la micro adventure (un'avventura 3d), la spalsh mountain, la big thunder mountain e la casa stregata^^ Anche la parata notturna era molto carina...siamo rimasti fino alla chiusura, perchè volevamo vedere i fuochi d'artificio delle 20.30...Quelli che fanno alla sagra del mio paese sono forse più belli...anche perchè questi li hanno esplosi con il castello di Cenerentola Addormentata mezzo in costruzione...BRUTTIIII.
Ah, dimenticavo, in questo parco è d'obbligo mascherarsi dai vari personaggi mettendosi le loro orecchie...io ho preso quelle di Stitch, troppo kawaiii, gliele ho fatte indossare anche a Max^o^ ....troppo kowaiii...acc, ho sbagliato vocale...Alla prossima^^

postato da: enio alle ore 26/04/2006 15:46 | Permalink | commenti (7)
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martedì, 25 aprile 2006

 

L'altro giorno facendo zapping mi sono imbattuta in un interessante programma televisivo che parlava degli HOSTO, cioè hostess al maschile. Per intenderci, gli hosto non sono degli assistenti di volo, ma degli "accompagnatori" o in senso lato dei "jigolo"; le hostess sarebbero più o meno la stessa cosa, infatti quelle delle compagnie di volo vengono chiamate "flight" o "cabin attendant", giusto per non confonderle! Un Hosto deve intrattenere la sua ospite con una discussione brillante e portandola a cena in locali raffinati facendole bere vini pregiati; in genere non fa regali, li riceve, al massimo si presenta all'appuntamento con un mazzo di rose costosissime...In cambio viene pagato con somme di denaro impensabili, basti solo sapere che una di queste ragazze è arrivata portando i soldi in un borsone enorme e solo il vino che hanno bevuto costava quanto un appartamento!!!
Gli hosto sono dei ragazzini, naturalmente maggiorenni, ma da quanto ho visto non pareva superassero i 25-27 anni (mi è difficile giudicare l'età di un giapponese^^), sono vestiti tutti allo stesso modo, molto eleganti, in genere con abito scuro e sono pettinati tutti uguali: capelli castani o con meches chiare e sparati tipo Super Sayan o comunque molto spettinati. Sono principalmente concentrati in una zona di Shinjuku chiamata "Kabuki-cho"; ci sono stata diverse volte e adesso posso capire perchè in molti locali vedevo appese fuori delle foto enormi e numerate di ragazzi, infatti gli hosto sono classificati a seconda della loro popolarità...ci sono donne e ragazze che vengono da lontano per incontrarli: una tipa aveva perfino preso l'aereo da Osaka per poter vedere il suo preferito! A proposito, hanno fatto vedere l'appartamento di uno di questi ragazzi e...che ci crediate o no, è più piccolo del nostro, un futon, una mensola per qualche oggetto e una tv da 14 pollici!!! I soldi guadagnati li impilano sulla mensola...bah...
...Io invece il mio hosto ce l'ho a casa! Mi fa da mangiare, fa le pulizie, fa la spesa e .....seee magari!!!!!...forse è meglio che cominci a risparmiare per andare a Kabuki-cho, ma chissà se mi vorranno ancora quando avrò almeno 90 anni...

postato da: enio alle ore 25/04/2006 16:05 | Permalink | commenti (13)
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martedì, 25 aprile 2006

 

Quando sono venute a trovarci le nostre sorelle e l'amico Juan, abbiamo pensato di portarli una sera a Shinjuku per far vedere loro come si trasforma la notte quel quartiere di giorno piuttosto insignificante. Dovunque guardi ci sono insegne coloratissime che attraggono la tua attenzione e soprattutto puoi passare ore senza riuscire a decidere in quale locale fermarti...Dopo aver mangiato come assassini in un "all-you-can-eat" di shabu-shabu e sukiyaki (fettine di carne molto sottili che vanno cotte immergendole per un po'in una brodaglia di verdure e tofu per lo shabu shabu e uovo e verdure per il sukiyaki), abbiamo pensato di farci due chiacchere davanti ad una bottiglia di sake e dove andare se non nelle viette dietro alla stazione (la cosidetta "Piss-Alley" per gli americani)?!! Lungo la linea ferroviaria JR si snodano un paio di stradine stracolme di locali minuscoli dove si possono mangiare principalmente yakitori e oden; in ogni locale ci stanno al massimo sei persone, strette strette attorno al bancone...dopo una lunga valutazione ci siamo fatti tirare dentro in uno di questi locali dalla proprietaria; apparentemente attorno al bancone non c'era posto, ma il vecchio padrone di casa ci ha fatto salire al piano superiore. "Ma come"-ho pensato-"Questa baracca ha un piano superiore???!". La scala era infatti pericolante e molto ripida (per non dire unta) e saliti al secondo piano abbiamo realizzato che c'erano appena due tavolini, uno dei quali occupato da dei portoghesi. Uno di noi avrebbe dovuto sedersi con la schiena appoggiata al frigo e siccome non c'era nemmeno posto per giacche e borse, il proprietario ce le ha fatte poggiare su una mensola per il cibo sopra alla nostra testa!!! Il tutto aveva eccitato parecchio Juan che si sentiva già a casa sua.
La stanza era piuttosto malmessa e molto alla buona, ma l'ambiente era festoso, così siamo subito passati alle ordinazioni: sake per tutti!!!! Il padrone ci fa "Va bene il sake, ma dopo che volete? Abbiamo yakitori (spiedini) a vari prezzi...", cooomeee, non potevamo prendere solo da bere??? Eravamo pieni come uova e non ci stava più niente di solido nel nostro stomaco...abbiamo provato a spiegarglielo, ma siamo stati cacciati con queste parole: "In nessuno dei locali di questa via si serve solo da bere!!!" . Che tristezza...vorrà dire che una volta tornati in Italia ci ritroveremo tutti in un'osteria in mezzo ai campi dove bere un bicchiere di vino per vendetta!!! (bleah...-_-)

postato da: enio alle ore 25/04/2006 07:50 | Permalink | commenti (5)
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