lunedì, 27 febbraio 2006

Se dici Giappone, dici Fuji...Il monte Fuji e' uno dei simboli di questo paese, nonche' uno dei piu' famosi vulcani del mondo. Adorato dai giapponesi per la sua forma perfettamente conica e per il suo aspetto imponente, viene venerato da questi come una divinita' ed e' considerato anche dagli stranieri una meta obbligata. Non solo il monte Fuji, ma anche la zona circostante, ricca di sorgenti termali e di laghi vulcanici e' incantevole in tutti i periodi dell'anno. In inverno, quando la neve ne ricopre la vetta, sembra di vedere una delle "30 e qualcosa vedute del monte Fuji" di Hokusai, davvero imperdibile. E' per questo che quando a scuola ci e' stato detto "Tosi, ve portemo tutti quanti in gita suea neve!!" abbiamo dato subito la nostra adesione (immaginando , chissa perche' la succitata montagna), tanto piu' che per soli 100 euro, ci veniva assegnato un maestro di sci, il materiale da sci a noleggio, nonche' alloggio per una notte, pasti compresi. Un sogno insomma. Al monte Fuji?  Seeeehhhh...Macche'! Al monte Jeans!!!!! Il monte Jeans ci andava piu' che bene, anche se e' assolutamente anonimo; dista quattro ore da Tokyo, si trova in una localita' di nome Nasu e... noi eravamo abbigliati come dei buffoni! Dovete sapere infatti che, non avendo la tuta da sci, la scuola si e' preoccupata perfino di procurarcene una... ahhh come sono previdenti alla Ichikawa Nihongo Gakko... e come sono bastardi dentro! Non so dove li abbiano trovati quei vestiti, so solo che dopo averli indossati Max sembrava uno stradino con la tuta arancione catarifrangente, io con i miei pantaloni viola sembravo una melanzana porta sfiga, Yuri con la giacca arancione e i pantaloni gialli sembrava un incrocio tra una pannocchia e una carota..e cosi' belli agghindati siamo partiti!!!
LA PARTENZA
Ci siamo diretti alla localita' di Nasu in autobus e durante il viaggio ce la siamo passata piuttosto bene perche' la scuola ci ha comprato degli onigiri (polpette di  riso ai vari gusti) da mangiare come spuntino. Io e Max ci siamo seduti in un posto ottimo, vicino al guidatore (visto che io soffro di mal di tutto cio' che ha le ruote) e lontano da quel puzzolente di Sandippu ( chissa' che roba si era portato dietro da sgranocchiare, patatine ad ogni gusto immaginabile e odoroso immagino...), se non fosse che a costui e' venuto in mente di prendere in mano il microfono e cantarci per buona parte del percorso le sue canzoncine indiane! Ahhh, come avrei voluto strapparglielo di mano e mettermi a cantare "AZZURRO" di Celentano...ma Max mi ha fulminato con lo sguardo e io mi sono rimessa a guardar fuori con "Azzurro" che si era ormai impossessato della mia mente ç_ç sigh...
L'ARRIVO
Neanche il tempo di arrivare che avevamo gia' gli sci in mano e il maestro che ci spiegava come si camminava con gli scarponi da neve...All'inizio era anche divertente: un bel gruppo di imbecilli che non era nemmeno capace di fare due passi senza scivolare. Il maestro che diceva: "Adesso tutti verso destra e camminando a cerchio ritornate qui", e tutti partivano in svariate direzioni, chi all'indietro, chi a lato tipo gambero, chi invece faceva roteare le braccia...(dovete sapere che c'erano anche ragazzi dei corsi base di giapponese e magari non capivano le parole dell'istruttore...); io ad esempio, con la scusa di non capire, mi stavo dirigendo verso il ristorante...Ma questo era niente!!!! Proprio quel giorno c'era un vento micidiale, tanto che se stavi fermo venivi buttato a terra (io mi puntellavo con le bacchette degli sci)! Parlando con uno degli istruttori, ho scoperto che quello era il primo anno da chissa' quanti, che si presentava un vento del genere...che culo ragazzi!!!
Fatto sta che in men che non si dica, abbiamo imparato a scendere a spazzaneve e io e Max siamo stati subito spediti nella piccola discesa accanto alla pista di allenamento, con una pendenza a mio avviso del 90% (istruttori bastardi), dove ci siamo spaccati le gambe a forza di salirla a piedi controvento! Ma la cosa piu' bella era veder scendere la Pannocchia a tutta velocita' col terrore nel volto e ancor di piu' Sandippu. Al poverino era stato dato un tutone enorme, dal colore un po' infelice: marrone a chiazze nere e verdi; lui e' magrissimo e con la testa sottile  e preso a quel modo ci ricordava tanto uno di quegli scarafaggi della serie dell'Ape Maya...tanto piu' che aveva anche un caccolone enorme congelato che gli colava perennemente dal naso...(ho scoperto da una foto che ne avevo uno anche io..ma nessuno ha avuto il coraggio di dirmelo U_U).
IL BAGNO
Inutile dire che la parte più divertente della gita e' stata la serata. Dopo la sciata ci siamo diretti in pullman verso la costruzione che ci avrebbe ospitato per la notte (chiamarla albergo o ostello sarebbe un complimento...); era una sorta di palazzone pieno di stanze e corridoi lunghissimi nonchè intricati (io mi sono anche persa), a Max pareva un ospedale, a me uno degli edifici di Silent Hill o l'hotel di Shining...Le stanze erano con letti a castello (evvai dopo mesi ho dormito su un materasso!!!) ma il bagno era in comune, pero' c'era un ofuro enorme!!!!(Ofuro=bagno alla giapponese costituito da docce sotto le quali ti lavi per bene prima di entrare tutti in allegria nella vasca di acqua caldissima per rilassarsi). Io adoro gli ofuro, mi sono quindi precipitata per evitare l'affollamento...ma ...sorpresa...era strapieno di bambini. Mi sono praticamente trovata di fronte ad una scenetta che io definirei per pedofili, in quanto le maestrine stavano mettendo in posa i bimbi nudi prima di farli entrare nell'ofuro, per scattare loro delle foto ricordo: "bambino con asciugamano in spalla- bambina che teneva per mano l'amichetta-bambini che facevano il segno di vittoria con le dita...ecc ecc...".Immaginate che voglia avevo io di spogliarmi di fronte a loro, con la paura poi che scattassero una foto pure a me...Mi sono struccata con calma, con moolta calma e per fortuna se ne sono andati! Cosi' ho potuto godermi in pace il bagno assieme alle ragazze indiane^^. Ci siamo divertite un sacco a schizzarci con l'acqua e alcune hanno pure nuotato dentro alla piscina (cosa che in genere non si fa^^). Max invece mi ha detto che anche nell'ofuro dei maschi era pieno di bambini, e proprio quando sono entrati loro, il maestro stava scattando le solite foto(...). Visto che nel gruppo di Max c'era anche lo stupido di Sho-san (uno dei due Righeira cinesi), ha chiesto "Sensei, sensei, faccia la foto anche a noi!!!" Dicendo cosi' si e' messo in posa dietro ai bimbi mettendo in mostra il pisello...mio
dio...Il maestro si e' messo a ridere assieme ai bambini...e li ha subito portati fuori...Pero' Sho-san lo ha ringraziato gentilmente con un "Otsukaresama deshita", frase intraducibile in italiano che i giapponesi ripetono di continuo e automaticamente ai colleghi, quando hanno finito di lavorare o quando escono da una stanza mentre gli altri ancora lavorano...(sarebbe piu' o meno, "grazie per la collaborazione" "arrivederci" "buon lavoro" ecc...), ma detta in questo contesto era davvero assurda!
LA BEVUTA
I professori ci avevano caldamente consigliato di acquistare una valanga di alcolici prima della partenza dato che in montagna costavano di piu', ma non essendo contenti, ne hanno portati parecchi anche loro. Gli alcolici giapponesi non sono molto forti, se ne possono trovare a vari gusti e sono talmente buoni che ne bevi un sacco prima di renderti conto di essere storto! Noi ci siamo riuniti in una grande  sala per bere e mangiare stuzzichini e, in men che non si dica, abbiamo finito tutta la scorta! Ci sono venute in aiuto le russe e i nepalesi che avevano portato vodka pura e rum...Max ha cosi' preparato degli ottimi cocktail!!! Poi la serata e' continuata in una stanzetta alla giapponese dove abbiamo finito per bere a turno da una coppa per sake', ognuno brindando nella propria lingua...Al nostro "cin cin" inutile dire che tutti sono scoppiati a ridere^^In questo clima di euforia Max ha potuto approfondire la conoscenza delle russe che lo hanno circondato guardandolo con occhi sognanti; mentre a me, col solito culo che ho, mi e' toccato quella sanguisuga di Bubu il nepalese. Questa serata e' stata utile per conoscere piu' approfonditamente certi ragazzi che di solito a scuola si incrociava soltanto, i nomi non li so perche' troppo difficili, ma i soprannomi si sono sprecati: Napoli, Ascella Pezzata, il Gondoliere, Italia, Ultras, tutti nepalesi, e poi le russe Lady Oscar, la Gina incruccata, Mariah Carey, la mamma e il trans (quest'ultima davvero mostruosa/o) Poi e' stata messa la musica e tutti ci siamo lanciati in un ballo sfrenato; Max era giusto uscito per lasciarmi il campo libero con Bubu (grazie come sei generoso), cosi' per scherzo l'ho fatto girare sotto al mio braccio prendendogli la mano (che bell'immagine) e lui si e' convinto che io sia una ballerina provetta e che quello fosse un ballo tradizionale italiano...ancora adesso a scuola mi rompe l'anima perche' vuole che glielo faccia rifare!
LA NOTTE
Finalmente, dopo essermi liberata dell'impiastro, sono riuscita ad arrivare in stanza...appena entro mi trovo di fronte a Puja e alla sua amica indiana, che escono indignate... Subito dopo capisco il perche: c'era Superporn, la nostra compagna di classe tailandese, che faceva un massaggio a Pirapatto, si vabbe capirai il problema! Mica erano nudi...io ho subito chiamato Max che si e' messo in coda^^ Superporn e' davvero molto brava perche' lavora nell'istituto di massaggi di sua zia qui a Tokyo; e' stato uno spettacolo vedere il massaggio che ha fatto a Max e una soddisfazione mentre lo pestava coi piedi, soprattutto quando anche Pirapatto si e' unito al pestaggio e sul volto di Max e' comparsa una smorfia di dolore...hehehe. Nel mentre e' entrato in stanza Kyle, il ragazzo australiano che era fatto come un caco; si e' seduto accanto al letto e non aveva intenzione di andarsene...ad un certo punto, guardando Max con gli occhi annacquati fa, "Io voglio uscire solo se mi accompagni tu, ti prego usciamo assieme...hic...". Come resistere ad un invito del genere? Max si e' staccato dai piedi di Superporn, ha preso Kyle a braccetto e lo ha portato nella sua stanza...giusto giusto in tempo per farlo sboccare nel letto di Pirapatto!!!
RITORNO
La mattina dopo, tutti svegli alle 6!!!!Avro' dormito...2 ore credo! E tutti ancora a sciare. Per fortuna il vento se ne era andato e abbiamo potuto prendere anche lo skilift
per una discesa dall'alto...bellissimo^o^ E la prossima gita sara' altrettanto avventurosa...tutti a Disney Land Tokyo!!!
(a presto su questo post anche le foto...stay tuned!)

Ecco le foto:


questo non era il nostro pullman, per fortuna


non potevano dare un nome migliore a questa montagna?


Yuri "la pannocchia"


"Gondola", il nepalese


l'inizio di un massaggio distruttivo ma gratificante. Mi ha perfino calpestato le braccia
e le gambe


Sandippu "la blatta" (detto anche "lo scarafaggio)


Il massimo che sono riuscito a fare

postato da: enio alle ore 27/02/2006 16:04 | Permalink | commenti (9)
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domenica, 19 febbraio 2006

Logorati (ahh che fatica!) dall'improvviso innalzamento del livello di difficoltà nello studio della lingua, e da un mese intenso di sessioni pomeridiane di studio (ahhh come siamo seri!) abbiamo pensato che fosse arrivato il momento di prendere una pausa, e di concederci finalmente ciò che più ci piace in assoluto. Questo, in parole povere, corrisponde al mangiare come maiali (Gina) e al fare qualsiasi cosa sia inerente alla musica, la mia grande passione (assieme al baeon).


Giovedì quindi, finita la lezione del mattino, ci siamo diretti al ristorante messicano del nostro quartiere, nel quale ci siamo dati ai piaceri del cibo, mangiando dei buonissimi tacos piccanti e non. Fatto ciò, ci siamo diretti verso il vicino karaoke, solo noi due, cosa che volevamo fare da molto tempo ma che finora non era mai stata attuata. Infatti, nelle occasioni precedenti eravamo sempre stati accompagnati da altre persone, tra l'altro particolarmente brave nel canto, e un po' per imbarazzo, un po' per colpa loro, che monopolizzavano il microfono, non avevamo ancora potuto toccare con mano l'esperienza canora, fatta eccezione per la nostra unica performance, il nostro cavallo di battaglia "Mr. Roboto" degli Styx (non Stytix, Faiva), diventato dopo la memorabile esibizione il mio soprannome (Mr. Roboto, non Stytix, Faiva). Ci siamo così calati nella parte, facendo rigirare nella tomba il povero Kurt Cobain con la storpiatura di "Come as you are", facendo vergognare i già vergognosi Village People con "Y.M.C.A.", danneggiando in un colpo solo sia l'immagine di John Travolta che dei Bee Gees cantando in falsetto falsato e ballando sulle note di "Staying alive". C'è da dire che uno spaventapasseri è più aggraziato di noi due messi assieme, e che, mentre io tra un attacco d'asma e un miagolio mi strozzavo per cantare e mi muovevo come Jimmy il Fenomeno (quello strabico tarantolato di Drive in) , la Gina riusciva nell'impresa di non azzeccare neanche una nota e di andare costantemente fuori tempo. Ciò nonostante ci siamo divertiti molto, e sono convinto che chiunque si divertirebbe un sacco a vedere le nostre performance canore. D'altronde, dove li trovi altri due pagliacci così? Dopo ben tre ore, con le tonsille consumate, e solo per quel motivo, mica perchè ci vergognavamo di noi stessi, abbiamo gettato la spugna. Per concludere la serata, porzione buonissima di chili e mega hamburger alla OUTBACK STEAK HOUSE, una catena con i migliori paninazzi del Giappone e delle bisteccone enormi. Ogni tanto fa bene staccare anche dal cibo giapponese (e abbuffarsi a più non posso).


Il giorno dopo, al termine della lezione siamo corsi alla stazione e abbiamo preso il treno per Shibuya. Nonostante il pieno del giorno prima, siamo scesi dal treno di corsa, con la bava alla bocca (la Gina) ci siamo trascinati, sbattendo addosso ai passanti e invocando "Cibooohhh!!!" ad alta voce, al primo "Koban" per chiedere informazioni sull'ubicazione di un locale che si chiama Saudi. Il "Koban" è una piccola stazione di polizia che si trova vicino all'uscita della ferrovia, nel quale i poliziotti bighellonano dal mattino alla sera, non avendo poi così tanto lavoro da fare, vista la proverbiale bassa percentuale di reati del Giappone, e il loro lavoro si limita per lo più a dare indicazioni stradali ai poveracci che le richiedono. Dico poveracci perchè trovare un indirizzo in Giappone, specialmente a Tokyo, è qualcosa di molto complicato, un po' per la topografia labirintica della città, ma soprattutto per un sistema di assegnazione alquanto discutibile della numerazione delle case. Non ci sono i nomi delle vie, fatta eccezione per le grandi strade, per indicare un edificio ci sono tre numeri che corrispondono più o meno a circoscrizione, isolato, e palazzo. Comunque, i poliziotti ci hanno indicato la zona a cui corrisponde l'indirizzo del Saudi, questo locale che abbiamo trovato su internet, che a soli 1500 yen dovrebbe servire a buffet un sacco di prelibatezze: dolci, pancake, gelati, coppe di frutta tropicale, wafel etc... Ma arrivati sul posto, scopriamo che del Saudi non c'è traccia. Non è la prima volta che ci accade, i locali a Tokyo aprono e chiudono con una velocità impressionante. Quando stavamo a Shin-Koiwa, nella galleria che si trova davanti alla stazione, nell'arco di due mesi abbiamo visto nascere una decina di negozi nuovi, e morirne altrettanti. Decidiamo allora di ripiegare sul DEZAATO OOGOKU (il regno del dessert), locale trovato per caso un pomeriggio passeggiando in una delle vie più imbucate di Shibuya. Come l'altro, è uno dei tanti all-you-can-eat ("magna fino a sciopare") della metropoli, e con 1300 yen puoi accedere al buffet, che trabocca di dolci al maccha, al limone, al cioccolato, etc..., nonchè gustare varie insalate e cinque piatti diversi di spaghetti. Peccato che i gusti dei giapponesi in fatto di pasta siano un po' discutibili. A loro piace molto condire gli spaghetti con i frutti di mare e una specie di salsa al formaggio che sembra panna ma non lo è, oppure col tonno e la maionese, oppure con gli sfilacci d'alga, o alla carbonara, mettendoci però un uovo crudo sopra. Vabbè...
Il piatto forte del regno del dessert era però la fondue, una cascata di cioccolata calda sotto la quale andavano intinti i marsh mallows, i wafel, i biscotti, o al peggio le dita (la Gina l'avrebbe voluto fare sicuramente), e bisogna dire che era davvero buona. Anche i soft drinks sono compresi nel prezzo. L'unica condizione del "riempiti lo stomaco di schifezze" è un tempo limite di 90 minuti, entro il quale si deve lasciare libero il tavolo. In Italia questo tipo di locale a buffet l'ho visto solo a Milano, nella zona di Brera, dove pagando un'aperitivo all'ora di cena, si può mangiare a sbafo gli stuzzichini messi a disposizione. Ma qui siamo ad un'altro livello. In questo tipo di desserteria, viene meno la proverbiale eleganza e il magico candore del viso delle ragazze giapponesi, che si trasformano in orchi famelici, e si ingozzano con un'accanimento mai visto. Usciti con la panza piena, ho detto alla Gina "Ciao, va' a farti un giro, che io sono occupato... e vedi di non farti infastidire come al solito dai freak, che li attiri tutti tu!", e me ne sono andato a fare un tour dei negozi di cd di Shibuya. Sono stato al Tower Records e all' HMV, che forse si ispira all' HIV visto anche il colore violastro dell'insegna. Sono due grosse catene di negozi, nelle quali si possono passare pomeriggi interi ad ascoltare in cuffia musica nelle decine di postazioni d'ascolto. Ma i negozietti più belli di Shibuya sono il Disk Union e il Recofan, due catene di negozi di cd usati venduti a prezzi stracciati, dove si può trovare davvero di tutto. E infatti al prezzo medio di tre euro l'uno, ho comprato 5 dischi. Un sogno che si realizza. Ne ho già una trentina accatastati in un angolo del nostro loculo, e non vedo l'ora che arrivino i nostri genitori, a fine marzo, anche per infilare nelle loro valigie i dischi già acquistati e ricominciare la caccia musicale. Soddisfatto degli acquisti, mi trovo con la Gina, che ovviamente anche questa volta, da gnoccolona qual'è, si è fatta tacchinare da due giapponesi che la volevano invitare a bere qualcosa... e chissà cos'altro. Però lei ha rifiutato, forse pensando ad una certa leggenda metropolitana sulle dimensioni di non ricordo cosa...mica pensando a me eh!  Tornati a casa, per aiutare la digestione, cosa c'era di meglio di un cocktail letale (perchè l'ho preparato io, facendolo molto alcolico) di cointreau, succo d'arancia, e vodka secca, gentilmente regalatami (e sottolineo -MI) la mattina stessa da una compagna di scuola russa.


Sabato, la fame è tornata a farsi sentire, che fosse fame chimica?
Per rimediare a questo forte stimolo, ci siamo recati in uno di quei posti in cui un turista che vuole girare Tokyo non potrebbe mancare di visitare: la CARNE STATION di Ginza (anche se la stazione più vicina è Shinbashi). Già il nome dà un'idea di quello che vi si può trovare. In pratica si tratta di un'enorme ristorante a buffet in cui ci sono dei tavoli che hanno al centro una griglia, per cucinarvici sopra della carne (yakiniku). Questo è un posto spettacolare, con soli 1000 yen (8 euro) a pranzo c'è l'all-you-can-eat ("ingolfati come un vitello ripieno"), mentre a cena si spendono 3000 yen (ma con all-you-can-drink di alcolici compreso). Ti offre un sacco di carne, di vitello, pollo, maiale; pietanze cinesi, ovvero gyoza, involtini primavera, riso e curry; patate fritte, insalate, frutta, gelato, e a cena anche il sushi. In questo posto abbiamo visto delle scene da porcile, anche perchè il tempo limite di soli 60 minuti induce a mangiare più in fretta: donne che mangiavano l'insalata con le mani, gente che si spingeva davanti al banco del cibo in preda ad un raptus da zombi famelico, altri che si riempivano la bocca fino a non riuscire più a masticare, tavoli con pile di piatti svuotati e accatastati l'uno sopra l'altro, davanti ai bidoni umani che li avevano svuotati poco prima, piegati su un fianco dalla fatica. Inutile dire che ci siamo riempiti lo stomaco, alla Gina per aver mangiato così tanto le si è addirittura prosciugata la bava, mentre io è da due giorni che rutto ininterrottamente. Il momento più disdicevole è stato quando, sperando di creare nuovo spazio  nello stomaco, ho cominciato ad intingere la carne nella grappa, al fine di bruciare i grassi. Ma non credo sia servito a molto, e faceva pure un po' schifo. Poi, ad un certo punto, ho cominciato ad andare su è giù per il corridorio, per fare un po di moto (che fa sempre bene), e soprattutto per riempire la bottiglietta di sake, che andava giù che era un piacere. La Gina invece, si buttava avidamente sul gelato al maccha (al the verde), e nonostante si lamentasse di non avere più spazio nello stomaco continuava stoicamente a mangiare, con un moto automatico del cucchiaino verso la bocca. Insomma, ci siamo sentiti due maiali. Però è stato bello, e ci torneremo di sicuro.
Al termine del limite orario, con il maglione accorciatosi  fin sopra l'ombelico, e gli effetti del sake che cominciavano a farsi sentire, siamo strisciati verso il BIG ECHO di Ginza, indicato dalla guida Lonely Planet come uno dei karaoke da provare ad ogni costo, per la presenza della stanza a tema su Hello Kitty, e ci siamo dedicati per un'altra ora e mezza a schiamazzare e muovere gli arti a caso. Hello Kitty non è che fosse sto granchè, ma a noi più di tanto non interessava. Però c'era un bellissimo tamburello, che la Gina ha subito accalappiato, tanto per dimostrare ancora una volta che lei e il ritmo non vanno proprio a braccetto. Poi, stanchi e provati, ce ne siamo tornati mestamente a casa, ma sulla strada del ritorno, tanto per ribadire il concetto e per darci il  colpo di grazia, ci siamo comprati del sushi (la Gina) e perfino del curry (io, infatti mi faccio schifo), da abbinare al riso.

Domenica, cioè oggi, prima di mezzogiorno non c'è stato verso di alzarci. Dopo un pranzo a base di ramen e coppa di gelato alla fragola (un binomio perfetto direi....)  abbiamo sacrificato due ore di questo sacro pomeriggio domenicale allo studio, e poi ci siamo noleggiati un bel film giapponese, una parodia sul baseball, che a guardare il trailer sembra essere stato ideato sulla falsa riga di Shaolin Soccer, e ci stavamo apprestando a vederlo, spaparanzati sui nostri futon, quando il vicino nepalese, Buson, grande amico della Gina, ci ha invitati a mangiare a casa sua del... riso al curry. Leggerissimo, come un calcio sullo stomaco, ma alla Gina gli occhi si sono illuminati lo stesso, d'altronde il motto  "Magno, bevo e me ne frego" a casa nostra sta diventando una ragione di vita!
E chi si sveglia più domani mattina per andare a scuola?

postato da: zioabu alle ore 19/02/2006 15:59 | Permalink | commenti (26)
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martedì, 14 febbraio 2006

Anche, anzi dovrei dire, soprattutto qui in Giappone, oggi è S.Valentino...eh già, perchè in quest'arcipelago il giorno degli innamorati è considerato davvero importante!!! Le ragazze si ammazzano per avere la cioccolata migliore o più originale da regalare al fidanzato o al ragazzo a cui ci si vuole dichiarare e fanno letteralmente a gomitate nei grandi magazzini per assaggiare tutte le cioccolate possibili e scegliere la più buona (ne ho fatto le spese io che stavo solo cercando di mangiare a sbafo tutto quello che vedevo negli stand ç__ç).
Pensate che la Sanrio ha creato apposta i cioccolatini di Hallo Kitty con la scatolina blu o grigia (perchè rosa forse fa un po'checca...), da regalare al ragazzo, con annessi boxer su cui è stampato il testone fiocchettato di Hello Kitty, precisando nella confezione "thought for men"(...)Quest'anno vanno alla grande i cioccolatini al maccha (tè verde in polvere piuttosto pregiato, dal sapore deciso, amaro ed...erboso, usato soprattutto nelle cerimonie del tè...io, manco a dirlo, ne vado matta), freddi e cremosi, ricoperti appunto di polvere al tè verde. Noi, da bravi italiani, ci siamo presentati a scuola con 3 scatole di cioccolatini: Max ha distribuito alle ragazze e alle insegnanti i Baci Perugina portati dall'Italia e io una scatola di cioccolatini misti di Ferrero Rocher, Mon Cheri e Pocket Coffee...scaduti la settimana scorsa...ma mica potevo buttarli!!! E poi in classe nostra sono tutti forti di stomaco... o quasi...Max ha ottenuto il solito successo, io ho ottenuto di far ubriacare il mio povero compagno di banco Sandippu: lui è un ragazzo semplice che non beve, non fuma, non dice parolacce, ma visto che ogni mattina mangia cioccolata e patate al gambero pensavo che il Mon Cheri gli piacesse. Mai pensiero fu più sbagliato: si è ubriacato all'istante! Finchè Max era in bagno, lo ha sentito piagnucolare con l'insegnante dicendole che gli faceva male la pancia perchè aveva mangiato un cioccolatino col liquore dentro, ma l'insegnante gli ha risposto "sei grande, sopporta!". Invece è toccato a me sopportarlo per tutte le 4 ore finchè mugolava e si lamentava del mal di testa, così per tutta risposta, gli ho fatto pure mangiare il Pocket Coffee dato che un mio ex collega mi diceva sempre che il caffè fa bene contro il mal di testa. Quello forse è stato il colpo di grazia perchè si è accasciato sul banco con un po' di bavetta ai lati della bocca...Mi ha detto però che quella era la prima volta che riceveva cioccolata a S.Valentino, quindi BUON S.VALENTINO SANDIPPU!!!
Io invece per Max ho ordinato un dolcettino (piccolo piccolo) alla pasticceria di fiducia, lo hanno fatto tutto al cioccolato a forma di cuore con due fragoline e una rosellina, mi hanno pure dato le candeline...ma non le ho messe perchè non ha proprio senso...Max invece mi ha regalato LA CIOCCOLATA AL MACCHA di cui ho parlato all'inizio....ahhhh, che bbuona!!!!!! L'ho mangiata stasera bevendo un tazza di tè profumato ai fiori^^
Invece fra un mese esatto, il 14 marzo, sarà il White Day (festa esclusivamente giapponese), in cui il ragazzo dovrà rispondere con un regalino alla cioccolata ricevuta il giorno di S. Valentino; se la ragazza riceverà il regalo, vorrà dire che lui contraccambia, altrimenti, ehh...GANBATTE! Auguro a tutti un buon S.Valentino o, come dicono qui, "Barentain Dee!!!"(la V non riescono a pronunciarla poveretti...e Dee, vuol dire Day^_^; )

postato da: zioabu alle ore 14/02/2006 15:32 | Permalink | commenti (9)
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domenica, 12 febbraio 2006

I "DITI" DELLE MANI

Oggi vorrei parlarvi delle dita! A scuola, per farci fare conversazione, ci hanno detto di mostrare alcuni gesti che siamo soliti fare nei nostri paesi per comunicare qualcosa. Così ci siamo accorti che...non sapevamo i nomi delle dita in giapponese, che ignoranza! Presto fatto, siccome li ho trovati interessanti, eccoli qui: il pollice è chiamato DITO GENITORE, l'indice è il DITO CHE INDICA LE PERSONE, il medio è il DITO DI MEZZO, il mignolo è il DITO PICCOLO, o DITO AURICOLARE (perchè ci si pulisce l'orecchio...) e, l'ho tenuto per ultimo perchè il piu bello, l'anulare, chiamato DITO DELLA MEDICINA. L'anulare infatti non si usa molto, quindi, secondo i giapponesi, è il dito piu pulito di tutti; è per questo che in passato, veniva usato per mescolare le medicine. Fico, no^^

LA YAKI IMO
"Yaki imo" significa "patata arrostita", è il corrispondente della nostra patata dolce, o americana, che però viene appunto arrostita su pietre arroventate. Tra l'altro hanno una buccia molto sottile e violetta e andrebbero mangiate senza toglierla, a differenza delle nostre.
Quando studiavamo nel nostro appartamento, ci capitava spesso di sentire una sorta di cantilena provenire da fuori che assomigliava a una canzone di chiesa; siccome giusto qui vicino c'e proprio una chiesetta, pensavamo fossero delle processioni (figurati se qua i cristiani fanno una processione poi...ma ci sono cristiani?...), beh insomma, non ci facevamo più di tanto caso...MACCHE' CANZONE DA CHIESA!!!!! Quello non era nient'altro che il camioncino dello yaki imo che si passava tutte le stradine! Ce ne siamo resi conto una sera perchè ce lo siamo trovati di fronte. A me questa cosa piace un sacco...mi sembra quasi di essere tornata bambina quando, in estate davanti casa, passava il camioncino di gelati o il fruttivendolo che urlando col megafono diceva:"GEATIIII, FRUTA E VERDURAAAA, DAI, COMPRE' COLCOSSA!!!"(beh...non era proprio così ma circa... ^^;).
Insomma, quest'omino mi ha fatto davvero tenerezza, perchè penso sia davvero bello vedere come ancora oggi esistano certe tradizioni, specialmente in una metropoli come Tokyo...eddai Chiba, scusate! In Giappone tra le altre cose, la patata dolce è un must! A parte che te la ritrovi in molte ricette, i giapponesi la amano proprio particolarmente se è arrostita! Quindi... io non potevo non comprarla. Una sera mi sono diretta dall'uomo patata e, vedendo il cartello con scritto 200 yen (1,50 euro circa), gliene ho chiesta una. Quello, a parte essersi incantato a guardare i miei capelli (inguardabili dopo l'intervento di Masao perchè sembra abbiano preso fuoco e si siano accartocciati...) e avermi detto che erano molto belli (infame bugiardo!), mi ha datto una bella patatona dicendo..."600 yen!". Come.."ma non erano 200"stavo per dire, quando, guardando meglio il cartello, mi sono accorta che in piccolo, piccolo (come nei cartellini di Media World quando ci sono le offerte), c'era scritto "a partire da", che in giapponese è una parolina di due sillabe a cui non faccio mai caso! Tornando a casa, presa un po' dalla rabbia per la mia ebetaggine, do' un morso alla patata, che era davvero molto buona! Bé, dai ne è valsa la pena^^

postato da: zioabu alle ore 12/02/2006 14:01 | Permalink | commenti (9)
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sabato, 11 febbraio 2006

Oggi ho partecipato ad un torneo di calcio a 5, a cui partecipavano otto squadre, che ci ha visto classificare solamente al quarto posto. Una disfatta se penso al fatto che la mia squadra era formata, escludendo il portiere, da tre buoni elementi (me compreso) e da un giocatore molto forte, Yuji, che il mese prossimo si recherà in Brasile per effettuare un provino con una squadra di serie A di cui non ricordo il nome. Comunque, volevo raccontarvi come è andata perchè ho notato delle differenze sensibili tra Giappone e Italia nell'approccio a queste manifestazioni amatoriali:

GIAPPONE

Prima di dare l'inizio al torneo, l'organizzatore, nonchè arbitro, dopo aver spiegato il regolamento, augura alle squadre buona fortuna e con un profondo inchino da inizio alla manifestazione. Non prima però di aver ricordato a tutti di tenere pulita l'area di gioco e di buttare la spazzatura negli appositi cestini... un miracolo che ci fossero, trovarne in Giappone è assai complicato, gli spazi nei locali e nelle case sono talmente stretti che non ci stanno; in compenso ci sono dei punti di raccolta dei rifiuti sparsi per i quartieri, e una volta al giorno gli addetti di turno passano a portar via la spazzatura. Tornando al torneo, iniziano gli incontri: le due squadre che andranno a giocarsi la vittoria si allineano l'una davanti all'altra, come nella pallavolo, davanti al cerchio di centrocampo. L'arbitro introduce la presentazione dei due capitani, che si danno la mano (e non si inchinano, forse perchè il calcio, essendo uno sport di origine occidentale, li induce a comportarsi da occidentali).  Dopo la stretta di mano, i due capitani si giocano a forbice, sasso e carta, la scelta del campo o del pallone per il calcio d'inizio. E' bello vedere la concentrazione con cui si impegnano nella morra cinese, sembra quasi una questione di onore vincere a forbice, sasso e carta. Ho letto da qualche parte che è anche un passatempo, un hobby, nonchè un gioco con cui si intrattengono, e infatti mi è capitato di vedere alla tv i perdenti del gioco subire ogni sorta di umiliazione e di sbeffeggio, in puro stile giapponese (ovvero pacche sulla testa, penitenze dolorose, etc...)
Durante la partita, le azioni di gioco sono caratterizzate da un'estrema correttezza, sia nei confronti dell'avversario, che nei confronti dell'arbitro, al quale non sono mai stati contestati i giudizi. Nel caso si commetta fallo, è buona norma chiedere scusa all'avversario e tendergli la mano. Tra un "NAIS SHUUTO!" ("bel tiro!"), un "NAIS KIIPU!" ("bella parata!"), un "NAIS DIFENSU!" ("bella difesa!") e un "HAITTA!" ("è entrata!" ovvero "goooooolll!!!"), oltre a qualche  mio tipico "UAH!", che a seconda del caso significa "gol", "bravo", "so' ffinio" (sono stanchissimo in veneto) e anche "sono proprio mona" (stupido), l'atmosfera è sempre piuttosto distesa e dà l'impressione di divertirsi anche mentre si sta perdendo (anche se è meglio vincere, porc...!). Insomma, è quello che dovrebbe essere il calcio, a tutti i livelli e in tutte le parti del mondo. Al termine dell'incontro, di nuovo tutti allineati sul cerchio del centrocampo, nuova stretta di mano, e un "ARIGATOU GOZAIMASSSS" per ringraziare l'avversario della partecipazione. Parlando della mia squadra, nessuno dei miei compagni ha rimproverato il portiere per aver preso due gol da principiante, che ci sono tra l'altro costati la finale, nè yuji, che per fare il figo nella finale per il terzo o quarto posto, ha calciato un rigore di puntone, prendendo in pieno il portiere, e gli ha pure sparato addosso il tiro successivo, dopo aver raccolto la respinta. In Italia forse qualcuno se la prenderebbe.

ITALIA

Le due squadre scendono in campo. Nel caso non si conosca la squadra avversaria, ogni giocatore squadra da capo a piedi il "nemico". Due sono i pensieri ricorrenti. Se gli avversari sono alti, il giocatore italiano pensa: "cavolo, questi si che devono essere forti!", intimorito dalla statura. Se sono bassi, o ancora peggio brutti, questi pensa "Questi sono delle pippe, è impossibile perdere con loro". Nel caso si conosca l'avversario, inteso come persona, ci si stuzzica un po' con delle battutine taglienti, del tipo "sei pronto a perdere?" oppure un "In bocca al luppo, gnieh hehh hehh!", al quale il giocatore della squadra opposta si affretterà subito a rispondere "Crepi!", e il più delle volte pensando "...e crepa anche tu!". Nel caso si conosca l'avversario, inteso come squadra, e magari questa è pure forte, la tensione si taglia con un coltello, ogni componente mostra l'espressione più cattiva di cui è capace, per intimorire l'avversario, ringhiando e sbavando... ora che ci penso una volta tornato in Italia, potrei far entrare nella mia squadra la Giada, che se parliamo di bava, non la batte nessuno (è peggio di un neonato, ci abbiamo costruito su un papiro di laurea sulla sua bava), metterla titolare e farle giocare giusto un minuto per poi sostituirla. Giusto per incutere timore (o forse terrore?) alla squadra opposta. Uahahahhhh!!!
Durante l'incontro, tra un' insulto e l'altro all'arbitro, (in Italia una persona che fa l'arbitro deve avere grossi problemi, oppure avere una gran forza di spirito), uno spintone e una trattenuta, un fallaccio e una scarpata, una provocazione e un ceffone, il tempo per concentrarsi sul presunto divertimento che sta all'origine di uno sport sembra mancare. Il più delle volte un incontro di calcetto, specie in un torneo di paese, finisce tra le contestazioni di giocatori e spettatori. Non sono rare le risse a fine partita, qualcuno di mia conoscenza si è preso anche una querela per essersi trovato in mezzo, attivamente o passivamente, ad una di queste situazioni vergognose. In linea di massima quindi di ringraziamenti all'avversario, inchini, abbracci e baci, non se ne parla.

Vorrei puntualizzare che comunque questa è la mia prima esperienza in un torneo di calcio giapponese, e che non sono sicuro che in Giappone sia sempre tutto rose e fiori, ma so che il rispetto, la lealtà, lo spirito di gruppo, la semplice voglia di divertirsi e di conoscersi attraverso queste opportunità, sono ben radicate nel carattere, negli usi e nei costumi dei giapponesi.
D'altro canto, non voglio neppur dire che in Italia si sfoderino sempre asce e coltelli, ma la mia esperienza ventennale nei campi di quartiere purtroppo mi da questi spunti, mentre la mia visione del mondo del pallone si avvicina a quella che ho vissuto oggi.

postato da: zioabu alle ore 11/02/2006 10:13 | Permalink | commenti (10)
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