mercoledì, 28 settembre 2005

Ormai il giro dei saluti è quasi finito.
Ovviamente, vista la natura "particolare" dell'esperienza che andremo a fare, nel senso che mollare tutto per andare un anno e mezzo a studiare una lingua non convenzionale, in un paese in genere poco conosciuto dagli italiani, dall'altra parte del mondo, ognuno si è quasi sentito "in dovere" di dire la sua, ti farci a modo suo una sorta di "augurio" , di "predizione" per il futuro.
Ecco la classifica delle frasi più frequenti:

1) Ti verranno gli occhi a mandorla!
2) Porta a casa una bella figa giapponese per me
(tipico commento maschile)
3) Par mi no 'tte torni più!
4) Quando tornerai non ti capiremo più... cin ciun cian!
5) Tornerai a casa con dei figli(bocia), avranno gli occhi a mandorla
6) Col tuo pisellino farai comunque bella figura!
7) Bah! Cinesi...giapponesi... stessa roba. Ci stanno invadendo(!)...
8) El ehml emle hem le hemle hem! (evidentemente questo si è un po' confuso)
9) Ammiro il vostro coraggio (grazie)
Che dire... W i luoghi comuni!

Domani si parte!

postato da: zioabu alle ore 28/09/2005 09:45 | Permalink | commenti (14)
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domenica, 25 settembre 2005
Periodo intenso questo.
Veniamo da due settimane piene zeppe di appuntamenti con amici/nemici/colleghi veri o presunti/conoscenti o affini/parenti e futuri suoceri, ed anche durante la giornata di oggi nonchè l'inizio della prossima settimana il nostro tempo libero sarà pressochè nullo.
Ieri e stato l'ultimo giorno di lavoro al Mediaworld, e vi assicuro che andare in giro per il negozio per un'ora a salutare i colleghi è stato a livello emotivo davvero stressante. 
Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal fatto che ho visto tante persone veramente dispiaciute (ma contente per neo) per la nostra partenza, in particolar modo non pensavo che alcuni ci prendessero così a cuore.
Giada ovviamente non ha retto e le si è spalmato tutto il trucco in giro per la faccia da quanto ha pianto, mentre io sono entrato in modalità "faccia da ebete" e per tutto il tempo ho mantenuto un'epressione fissa che esprimeva un misto di imbarazzo, dispiacere, rimbambitismo, cretinite....
Stasera e domani ci aspettano altri "arrivederci", penso che il giorno della nostra partenza avremo le labbra troppo consumate per riuscire a baciare anche i nostri genitori!

...useremo la lingua!
postato da: zioabu alle ore 25/09/2005 11:04 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 23 settembre 2005

mi ci vuole proprio questa nuova esperienza!

YATTO, sta per giungere il momento tanto atteso, il 29 settembre io e la Gina partiamo per il Giappone!
Dal 6 ottobre ci attende a Tokyo un corso intensivo di ben 18 mesi per imparare, o meglio migliorare la nostra conoscenza della lingua giapponese.


YATTO.... in giapponese significa "finalmente, alla fine" oppure in casi estremi, "con difficoltà, a stento".
Nessun altro termine sarebbe più adatto in questo contesto.

YATTO, dopo una serie interminabile di casini burocratici per preparare la nostra partenza e dopo mesi dalla domanda iniziale alla scuola (a febbraio), abbiamo ottenuto il visto (appena 10 giorni fa).
Vi lascio immaginare il nostro stato d'animo, in quei giorni interminabili in attesa di una fatidica e fantomatica e-mail di conferma che non si decideva proprio ad arrivare.
Ci sono stati un sacco di intoppi che veramente mi hanno sventrato psicologicamente, ma ora per fortuna tutto si è sistemato e siamo sicuri di partire.
Per fare un esempio, nel certificato di iscrizione alla scuola, che sarà necessario una volta giunti alla dogana in Giappone per giustificare la nostra lunga permanenza, 'sti semi hanno sbagliato il mio cognome, cosa che poi hanno puntualmente rifatto per ben due volte con il certificato di eleggibilità (necessario per ottenere il visto)., con il risultato che  abbiamo giocato a ping pong con i MIEI documenti mandandoli così, per sport, da un capo all'altro del globo. Ma alla fine ho vinto io al tie-break, tiè!

YATTO,  una volta ottenuta la certezza di partire, abbiamo finalmente potuto rescindere il contratto di lavoro con la nostra azienda, e comunicare con certezza a quei poveri cristi dei nostri capi (ciao
Ddann!), che per poco non si suicidavano, che avremmo levato le tende. E sinceramente, non vedevamo l'ora, eravamo logorati da cinque anni davvero intensi di lavoro.

YATTO, potrò mostrare il mio culetto spelacchiato a tutti i miei amici che pensano che sia un po' pirla a mollare tutto (e forse hanno ragione), perchè mentre loro vivranno di routine, casa-lavoro, lavoro-spritz, spritz-sbocco, sbocco-letto e via da capo, noi dovremo  rivedere davvero tutte le nostre abitudini, e insomma, il nostro stile di vita, le nostre certezze, la nostra routine sarà finalmente stravolta. Abbiamo una gran voglia di misurarci con questi cambiamenti e, cosa non da poco, comincerà pure il nostro esperimento di "convivenza". Meglio non pensarci va... e a tal proposito....

...YATTO, dopo non poche difficoltà, siamo riusciti anche a trovare un alloggio pseudo-economico nella metropoli più cara del mondo, a patto di scendere a compromessi e di rinunciare a qualche comodità. Presso una sorta di dormitorio studentesco abbiamo ottenuto una cameretta doppia, solo per noi, denominata "married couple rooom", ma solo dopo che il locatore, preoccupato per cosa potrebbero dire gli altri inquilini (250, questi ci linciano!) se sapessero che non siamo affatto sposati (visto che per ottenere qusta stanza di regola si DEVE essere sposati a tutti i costi), ci ha strappato la promessa che noi non diremo mai e poi mai di non essere in realtà sposati. E a tal proposito, domani o dopodomani mi toccherà andare a prendere una finta fede nuziale con la Gina... beh, io le prendo l'anello del Signore degli Anelli, chemmefrega a me!
P.s. speriamo che ci sia il cesso almeno, in quella stanza... ma ne dubito purtroppo...

YATTO, si va finalmente in vacanza!

Max


postato da: zioabu alle ore 23/09/2005 21:15 | Permalink | commenti (5)
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